BIOPLASTICHE DA MICROALGHE 

Un fattore trainante per la filiera delle bioplastiche 

Abbiamo immaginato una strategia per il riuso delle acque reflue dei depuratori urbani, considerando le acque usate come parte del patrimonio idrico nazionale, per ridurne la capacità inquinante, produrre nuove materie prime di origine biologica e creare nuovo lavoro... 

Un progetto di grande impatto ambientale 

Abbiamo provato ad immaginare un programma, su scala nazionale, per riutilizzare le acque trattate nei depuratori urbani, considerandole come parte del patrimonio idrico nazionale, per ridurne l'inquinamento, produrre nuove materie prime di origine biologica e creare nuovo lavoro. 

Il progetto prevede la realizzazione di un numero significativo di "campi a microalghe" a valle dei depuratori italiani allo scopo di produrre biomassa da destinare, quale materia prima rinnovabile, alla produzione di polimeri biodegradabili, sostenendo la crescita dell'intero comparto in una transizione rapida e sostenibile verso la chimica verde. Le acque trattate in uscita dai depuratori municipali cesserebbero così di essere un problema ambientale per divenire una importante risorsa economica; la tecnologia sviluppata da Euralgae è idonea a svolgere tale ruolo poiché è in grado di assorbire dalle acque reflue la maggior parte delle sostanze inquinanti disciolte. 

In Italia esistono circa 8.000 impianti di depurazione urbani che effettuano un trattamento adeguato dei reflui (secondario e/o avanzato) che potranno, grazie alle microalghe, divenire una risorsa utile alla rigenerazione della nostra economia.

Microalghe quale alternativa alla tradizionale plastica di origine fossile

La produzione di biopolimeri dalle microalghe, energizzata con acque reflue, è un'attività che non richiede né suolo né l’utilizzo di acqua dolce; il processo accumula polimeri biodegradabili e compostabili grazie all'azione di microorganismi in grado di produrre bioplastiche attraverso la fermentazione degli zuccheri e dei lipidi presenti nelle microalghe. 

In Italia gli effluenti di circa 8.000 depuratori urbani, con un livello di affinamento più avanzato, se convenientemente processati con impianti a microalghe possono fornire un quantitativo di biomassa sufficiente a sostenere una produzione annuale di 1,5 milioni di tonnellate di polimeri compostabili nel 2030. 

L'ampia disponibilità di substrati microalgali agirà da fattore trainante sull'intero comparto dei biopolimeri e renderà possibile l'eliminazione della plastica di origine fossile. 

Bioplastiche dalle microalghe

Le bioplastiche hanno il vantaggio, rispetto ai convenzionali polimeri sintetici a base di petrolio, di essere completamente biosintetiche e biodegradabili, non possiedono elementi tossici e sono completamente riciclabili come rifiuti organici. 

In Italia ci sono già aziende che producono biopolimeri in quantità commerciali, ma usano piante che richiedono terreni agricoli e acqua dolce. L'obiettivo di Euralgae è la creazione di filiere territoriali, a servizio di bioraffineria, con la realizzazione di infrastrutture capillari per il recupero, trattamento e valorizzazione delle acque di depurazione, al fine di trasformarle in biomasse microalgali e in prodotti biosostenibili. 

Trovare alternative alla plastica convenzionale è una delle maggiori sfide nella transizione verso un modello economico libero dal petrolio; una fusione tra l'innovazione tecnologica e i sistemi dell’economia circolare è decisiva per raggiungere l’obiettivo. 


In Puglia le prime 20 realizzazioni del Programma Italia 

Mappa dei depuratori regione Puglia

Una piattaforma regionale di bioraffineria 

Nella regione esistono oltre 180 depuratori (cartina sopra), gestiti dalla società Acquedotto Pugliese SpA, di buon livello depurativo e che restituiscono al corpo idrico recettore reflui sufficientemente affinati da poter essere processati con un equivalente numero di impianti a microalghe

È in questa regione che Euralgae da inizio al suo programma "Bioplastica dalle microalghe" avviando di fatto la realizzazione di una piattaforma tecnologica regionale, secondo i concetti della bioraffineria, in base ai quali rilevanti quantità di biomasse microalgali, nutrite con reflui di depurazione vengono trasformate in combustibili, energia e prodotti chimici di base, di chimica fine, bioidrogeno e bioplastiche, mediante tecnologie e processi che producono limitate ricadute sull’ambiente.
Il primi "20 campi a microalghe" sono in fase di progettazione avanzata; interesseranno depuratori con capacità di trattamento tra i 25 mila e 50 mila AE (Abitanti quivalenti). Saranno impianti dimostrativi che preluderanno all'espansione delle realizzazioni su scala regionale e nazionale. 


Euralgae mira a coinvolgere in maniera proattiva i portatori di interesse pubblici e di filiera, durante tutte le fasi di realizzazione del programma. Questo progetto viene condotto in stretta cooperazione con il Network Global Electrification Project che ne ha assunto la direzione operativa. 


Una iniziativa faro del Progetto Ennoa

www.ennoa-project.com